Il Monte Guglielmo
Il fascino della montagna
 
Il monte guglielmo nel suo non indifferente sviluppo altitudinale, dal livello medio del lago d'Iseo (185 s.l.m.) alle cime più elevate di Castel bertino (1948 s.l.m.) e dosso Pedalta (1957 s.l.m.), rivela una molteplicità di situazioni ambientali legate alla struttura orografica, alla natura geologica, all'assetto geomorfologico e alle condizioni climatiche che riflettono situazioni floristiche e vegetazionali altrettanto complesse e varie. Posto al culmine delle prealpi bresciane, il guglielmo è l'espressione dell'estrema ricchezza e varietà di vita tipiche di quest'ambiente naturale così complesso e unico, che si distingue per l'armonia di forme e colori e il fascino incorrotto dei grandi spazi luminosi immersi nel respiro soave della natura. Il monte guglielmo è la montagna bresciana per eccellenza, scelta agli inizi del secolo XX come una delle venti cime italiane (una per secolo) sulle quali costruire un monumento a Cristo Redentore. A Brescia fu promotore Giorgio Montini, padre del defunto Papa Paolo VI. il tempietto venne inaugurato il 24 agosto 1902. Caduto in rovina, su espresso desiderio di Papa Paolo VI fu ricostruito nel 1967. Il monte guglielmo racchiude - l'ecologia della natura: rocce, piante, animali, aria buona, sorgenti limpide; equilibri delicati ed indispensabili da mantenere, anche per sanare, almeno in parte gli scompensi generati dagli inquinamenti di fondo valle. - l'ecologia della mente: lunghe camminate in famiglia e con gli amici, natura, libertà, la fatica di salire, la gioia di raggiungere la metà; la tensione della vita quotidiana che si dissolve nell'estatica contemplazione del creato.
 
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